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Stalking …conoscerlo per combatterlo!

25 novembre

In onore di questa importantissima giornata contro la violenza alle donne oggi parlerò di stalking?
Che cos’è lo stalking? Prima di dare una definizione potremmo dire che è uno dei maggiori segnali predittivi di femminicidio, anche se per fortuna non e’ un fenomeno direttamente proporzionale ad esso.
Lo stalker letteralmente colui che perseguita molto spesso e’ uomo ma anche una donna usualmente un ex marito, un’ex moglie o un ex compagno che non si rassegna alla perdita del partner ed inizia compulsivamente a controllarlo, a seguirlo, a tempestarlo di messaggi, di telefonate , di mail , a informarsi da amici, parenti alle volte partendo in molto soft fino ad arrivare ad essere insidioso , estremamente soffocante e violento.
I primi contatti dopo la fine della relazione sono per richieste di chiarimenti , scenate di gelosie, intervallati da atteggiamenti calmi e romantici utilizzati nel tentativo di riconquistare l’altro.
Potremmo dire che la comunicazione ambivalente dello stalker si basa su un concetto fondamentale in psicologia e nello specifico in comunicazione ” il doppio legame” a causa del quale il soggetto in questo caso la vittima di stalking rimane intrappolato tra due messaggi di differente livello , il primo aggressivo ed invasivo del persecutore e un secondo più dolce e dimesso espresso sempre dallo stesso soggetto nel momento in cui si scusa che contraddice il precedente comportamento.
Ciò pone la vittima nella condizione equiparabile ad una montagna russa dove ci sono delle curve in ascesa dove la persona pressa l’altro con i metodi suddetti, curve in discesa dove lo stalker tenta di scusarsi amorevolmente e farsi perdonare per i suoi comportamenti, e di nuovo un curvone in salita dove lo stalker si ricarica di rabbia mentre percepisce l’ostilità dell’oggetto del desiderio e di nuovo una curva discendente dove compie un nuovo attacco sulla scia della rabbia per l’ennesimo rifiuto, e così via in una catena senza fine di remissività ed aggressività .
Molto spesso come accade anche per le donne che subiscono violenza domestica da parte dei loro compagni anche in questo caso il soggetto soprattutto nei primi periodi si lascia intenerire dalle scuse dell’ex perdonandolo .
In questa fase ormai che potremmo chiamare della “sottomissione”dello stalker alla vittima , egli riassume per un attimo il controllo della vita dell’ex partner , e ciò funge per lui come una sedazione momentanea.
Il problema come ho illustrato prima deriverà dalla fase successiva che chiamerò per convenzione della ” ricarica di rabbia”, l’illusione di essere stato di nuovo accolto e perdonato alimenterà mostruosamente la sua illusione di riconquista e ciò andrà ad alimentare pericolosamente la sua ossessione.
Il primo consiglio che mi sento di dare dunque alle donne ed a tutti coloro che si sentono stalkizzati e’ quello di interrompere subito dalle prime avvisaglie la conversazione con queste persone , senza rispondere a nessun messaggio, telefonata , invito ecc.
SE LO FARETE ALIMENTERETE SOLO LA VOSTRA PERICOLOSA OSSESSIONE VERSO DI VOI!!
Se ormai vi siete accorti di essere in un processo senza sosta e la vostra paura cresce perché non siete riusciti a fermare in tempo il vostro persecutore ed il processo ” montagna russa” ormai è’ in atto potete sempre ridurne il danno.
Iniziate dunque a interrompere il flusso di questa PAUROSISSIMA CORSA.
Se ancora esiste un momento in cui lui si scusa con voi e tenta di rientrare in contatto con voi, voi NON PERDONATELO e troncate da quel momento ogni rapporto, iniziando a boicottare ogni suo tentativo di avvicinamento sia diretto che indiretto da quel momento.
Ricordatevi: NON è mai troppo tardi per CAMBIARE!!!!!
Se non siete in grado di far retrocedere questi comportamenti invasivi chiedete aiuto alle forze dell’ordine e fatevi guidare da uno psicoterapeuta che vi aiuterà nel processo di distacco da questo soggetto anche quando per voi potrebbe sembrare molto arduo, costruendo insieme a voi degli strumenti per sconfiggere il vostro terrore della vita quotidiana ormai entrata in un limbo” sanamente “paranoico e gestire la comunicazione con il persecutore.
Come nei casi di violenze domestiche e non , e’ importante tenere presente il potere del DENUNCIARE tali episodi alle autorità !ciò è indispensabile per mettere a conoscenza chi ha le competenze per tutelare la vostra sicurezza del vostro essere costantemente in PERICOLO.
Chiedete una consulenza anche ad un avvocato di vostra fiducia che potrà illuminarvi anche il cammino giurisprudenziale adeguato per la vostra situazione.
Esistono sul territorio nazionale associazioni di volontariato che si possono prendere in carico il vostro caso.

” Se siamo soli contro un esercito perderemo, se siamo tanti contro un solo nemico possiamo solo vincere , se non informiamo il nostro esercito che vogliamo andare in battaglia e ci andremo da soli, non possiamo sapere quante risorse porterà con se l’avversario , non è possibile rischiare !”image