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Dott.ssa Laura Biasci
Psicologa e Psicoterapeuta

 

Dott.ssa Laura Biasci, psicologa, iscritta all’Ordine degli psicologi della regione Toscana al n° 5125.

  • Laureata all’Università degli Studi di Firenze in psicologia con indirizzo clinico e di comunità (laurea magistrale)
  • Specializzata in psicoterapia breve strategica presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo, diretto dal prof. Giorgio Nardone del quale sono stata allieva diretta.

Ricevo a Cecina, Rosignano Solvay, Cenaia, Saline di Volterra, Livorno e mi occupo principalmente di trattamenti psicologici e psicoterapici  brevi e focali, individuali (adulti, adolescenti, anziani e bambini), di coppia e familiari, che privilegiano l’efficacia e l’efficienza d’intervento.

Quando affrontiamo una difficoltà personale, relazionale o professionale, la prima cosa che ci viene da fare per risolverla è utilizzare la strategia che ci sembra più appropriata, magari perché ha funzionato in passato per difficoltà simili. Talvolta, però, essa non funziona come ci saremmo aspettati. Questo ci porta a intensificare i nostri sforzi in quella direzione, perché la soluzione pensata ci appare ancora la più logica, ovvia, o l’unica possibile.

In casi come questi è proprio lo sforzo ripetuto per risolvere il problema ad alimentarlo, ovvero: le tentate soluzioni messe in atto dal soggetto e dalle persone a lui vicine finiscono per determinare la persistenza della situazione problematica, nonché il peggioramento della stessa.

Quanti tentativi di soluzione spesso sono riconosciuti dall’interessato come non funzionali, ma nonostante ciò il soggetto  non si riesce a non metterli in atto?

MOLTI !

e dunque cosa avviene?

La naturale conseguenza di ciò è una crescente sfiducia nella possibilità di un cambiamento della situazione problematica, e un sempre minore senso di autoefficacia con la consequenziale perdita della propria autostima.

L’intervento  strategico si concentra dunque fin dall’inizio sul rompere il circolo vizioso che si è stabilito fra tentate soluzioni (disfunzionali) e persistenza del problema, lavorando sul presente piuttosto che sul passato, su come funziona il problema piuttosto che sul perché esiste, sulla ricerca delle soluzioni piuttosto che delle cause.

Un obiettivo importante dell’intervento è lo spostamento del punto di osservazione del soggetto, dalla sua posizione originaria rigida e disfunzionale (che si esprimeva nelle tentate soluzioni) verso una prospettiva più elastica e funzionale, con maggiori possibilità di scelta.

IN QUESTO MODO, la persona acquisisce la capacità di fronteggiare i problemi senza rigidità, sviluppando un repertorio di diverse possibili strategie risolutive. Per l’importanza che riveste l’efficacia e l’efficienza nel modello strategico, l’intervento è attivo e prescrittivo, volto a produrre risultati già a partire dalle prime sedute. Ove questo non avvenga, il terapeuta è in grado di modificare la propria strategia d’intervento basandosi sulle risposte date dal paziente, fino a trovare quella più adatta nel guidarlo verso i risultati desiderati.