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Mondo genitori: lo sport “giusto”

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Che sport farà??????????!!!!…

Un’altra dubbio che genitori si pongono durante questa fase dell’anno e’ quale attività sportiva far frequentare ai loro figli durante il lungo inverno.
Molto spesso si fanno consigliare dal pediatra o da altri specialisti , e per certi versi ciò può risultare giusto se il bambino ha particolari problematiche fisiche o handicap fisici, ma laddove non vi è alcuna controindicazione medica verso qualche sport che già delimita la scelta , il genitore entra molto spesso nel dubbio che può arrivare a trasformarsi in un dubbio assillante e patologico.
Vorrei aiutare voi genitori a fare una valutazione che prescinde per un attimo da tutto il resto.
Prendete carta e penna e scrivete il motivo per il quale voi preferireste per i vostri bambini quello sport anziché un altro..
Mi sbaglio o sono tutti motivi che vi riguardano????? O avete trovato motivazioni che riguardano i vostri figli??
Bene …se la risposta positiva e’ sulla prima domanda significa che siete voi e non i vostri cuccioli a escludere quell’attività che invece potrebbe piacere al bambino.
Adesso procedete con la seguente domanda :
– “tesoro quest’anno hai voglia di fare qualche attività sportiva? ”
Se la risposta sarà affermativa potrete procedere con la terza altrettanto semplice:
” che cosa vorresti fare?”
Il bambino certamente se vedrà la vostra totale apertura , darà la sua opinione senza incespicarsi a sua volta nel dubbio.
I bambini usualmente ” scelgono di pancia”!!… Siamo noi adulti ad adoperare alle volte eccessivamente razionalità che rischia di inceppare anche le loro naturali volontà .
Oggi ho voluto giocare con voi, semplicemente per dirvi che le attività ludico ricreative tra le quali rientrano a pieno titolo anche le attività sportive devono essere scelte dai bambini.
Essere troppo cervellotici e razionali non è’ funzionale nell’aiutarli nella decisione ma bensì rischia di condurli a scelte sbagliate basate sui vostri orari, sulle vostre amicizie ,sulle vostre preferenze personali, sulle vostre ambizioni personali sulle vostre frustrazioni personali, e anche su stereotipi e luoghi comuni :(
Andiamo ad analizzare queste cose nel dettaglio.

0)conoscete genitori che portano già il figlio/a a quella attività e voi avete piacere ad incontrarli…non deve essere necessariamente l’attività di vostro figlio a farveli incontrare , se avete desiderio di arricchire e consolidare le vostre frequentazioni esistono altri momenti.
1)se siete iscritti in palestra e in quel luogo vostro figlio non trova un’attività che lo aggrada sarete voi ad andare incontro alle sue esigenze iscrivendolo in un ‘altra palestra .
Es:Se lui vuole fare nuoto…non potete portarlo a fare karatè perché nella vostra palestra il corso di nuoto non c’è !
2)se voi avete fatto per anni pallavolo e vostro marito basket e questo e’ solo uno dei tanti esempi non potete costringere vostro figlio a fare un gioco di squadra…perché magari contate che almeno lui/ lei divenga un campione!
3)Molto spesso nella scelta dello sport influisce moltissimo un concetto psicologico che si chiama ” stereotipo” che va decisamente a braccetto con il luogo comune.
Che cos’è lo stereotipo?
Lo stereotipo è la visione largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità. Si tratta di un concetto astratto e schematico che può avere un significato neutrale (ad es.Natale con il caminetto acceso e al neve sui tetti a), positivo (la cucina italiana è la più raffinata del mondo) o negativo (chi porta orecchino e ha tatuaggi e’ un poco di buono ) .
Nel nostro caso lo stereotipo rappresenta tutti quei luoghi comuni appunto basati spesso sul bon ton..facciamo degli esempi:
– le brave bambine , si iscrivono a danza perché è uno sport femminile..i bambini no!
– i giochi di squadra per le bambine sono troppo violenti
– i giochi di squadra sono adatti ai maschi perché c’è molto contatto fisico
Ecc…..
Importante quindi non proiettare sui nostri figli le nostre volontà; la scelta di uno sport in tenera età deve essere essere la scelta di un nuovo gioco ed in questo modo deve essere affrontata , senza eccessive aspettative e ambizioni.
E’ utile che il bambino affronti la scelta e l’introduzione in una realtà sportiva con la maggiore serenità possibile senza nessun tipo di ansia ed agitazione, tutto nel massimo rispetto delle sue aspirazioni e attitudini.
La costrizione per un motivo o per un altro o semplicemente una scelta troppo guidata dal giudizio dell’adulto può condurre a sgradevoli situazioni ,come un’incapacità ad affrontare quella attività sportiva dovuta alla scarsa motivazione che potra’ demotivare il bambino rispetto anche a scelte future dando un duro contraccolpo alla sua autostima.
Ciò sarebbe un vero peccato perché lo sport in generale,e’ da sempre fonte di benessere psico fisico , utile a sviluppare la capacità del bambino di relazionarsi e confrontarsi con i propri coetanei , con nuovi adulti (che fungeranno da nuove importanti figure di riferimento), e con se stessi e la propria fisicità.