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Mondo genitori: il bambino viziato

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Il bambino viziato

Che cosa significa essere “viziati”?

“Viziato” e’ un semplice aggettivo che accompagna le conversazioni di tutti noi da sempre , non è certo un termine per forbiti latinisti, ma si cala esattamente nella realtà di molte madri, padri e persone semplici che hanno tutti i giorni a che fare con i bambini propri e degli altri, magari a tempo pieno.
Avete mai detto o sentito dire di quella persona, amico , collega parente, che si comporta da bambino viziato, arrogante e stupidamente presuntuoso ???? Ebbene molto spesso questi bambini non più viziati ma soprattutto non più bambini nella loro infanzia sono stati “addestrati “ad esserlo e non sono stati in grado di apprendere altre modalità di sopravvivenza.
Ma veniamo nello specifico.
Educatore un bambino a divenire viziato passa attraverso a mio avviso tre canali principali : il fare, il non fare e l’accettare.

Insegnare e stimolare i bambini verso ” il fare” significa iniziare a suggerire loro piccoli compiti quotidiani da compiere in chiave ovviamente proporzionale alla loro età es: riordinare i giocattoli , lavarsi le mani prima dei pasti, riordinare i propri abiti, rifarsi il lettino, pulire dove hanno sporcato ecc.
L’ Obiettivo di questo punto sarà ‘sviluppare la costruzione di una loro autonomia dalle figure genitoriali o da altre figure di cura di riferimento .

“Il non fare “rappresenta il mondo delle regole e dell’educazione , ovvero stimolare e far apprendere il bambino a non compiere o a compiere determinati gesti, dire o non dire determinate cose ecc.
Es: muoversi e comportarsi, non muoversi o non comportarsi in un certo modo verso altri bambini ed adulti, animali e cose proprie o di altri .
L’ obiettivo di questo punto sara’ costruire e far crescere in lui il seme del rispetto verso il mondo pregno di essere viventi ed oggetti che lo circonderanno per tutto il corso della sua vita.

Infine “l’accettare” è’ riuscire a sostenere le suddette richieste e regole proposte dagli adulti .

Come più volte ricordato nei precedenti “psico consigli” gli adulti devono fungere da punti di riferimento autorevoli per tutta la vita del soggetto.
Divenire Punti di riferimento affidabili ed autorevoli e’ possibile non lasciandosi sedurre dai capricci spesso sfiancanti dei più piccoli quando tenteranno ( e lo faranno!!) di sviare le vostre richieste .
Il vostro obiettivo in quella fase sarà’ percorrere come la chiamò io una strada composta da tre step…. ” La strada dei tre passi”

1) la richiesta di “fare o non fare”
2) l’accoglienza della reazione non positiva del bambino
3) il mantenere la vostra ” indicazione educativa ” in essere fino a che non viene rispettata dal bambino

Il problema si verifica al secondo step !
… molti adulti vuoi per dispiacere, per debolezza , per stanchezza , per non abitudine derivante dalla personale educazione, sceglieranno di retrocedere e molleranno gli ormeggi senza condurre l’imbarcazione al molo 3.
In quel caso i pirati avranno la meglio su di loro…perché conquistando la nave , spodesteranno i comandanti ,mettendoli in ostaggio delle loro bizze per sempre!!!!!

Capriccio = utile sistema per ottenere vantaggi secondari certi , ovvero poter fare o non fare ciò che viene chiesto al bambino spadroneggiando narcisisticamente su tutto e su tutti .
E’ molto più facile gestire un bambino piccolo e i suoi pedanti capricci, piuttosto che tentare di gestire e correggere un’insolente ventenne!
Adoperatevi dunque a far sentire i vostri bambini i mozzi che devono rispettare il proprio capitano e lo potrete fare solo imparando a resistere alle loro lusinghe e se riconoscete di non essere in grado non esitate a farvi a aiutare e sostenere da uno specialista del settore.

Ma il mio e’ solo un consiglio…

Buon lavoro 😉